lunedì 25 giugno 2012

alessandro mazzà

Poesia non emette giudizi:
voi siete liberi di produrre bruttezza quotidiana
e lei è libera di vomitarvi in faccia.


Poesia è pigra e quindi
produce urli ed emblemi
e scorciatoie, sempre per forza violente.

Poesia dice sempre soltanto
come sì, e cosa non.

Poesia come il dolore non ha un sapore rosso:
ce l’ha di più qualcosa di non rosso,
come il buio come un mirtillo come una rosa uccisa bianca.

Poesia è viva per abrogare parole utili
quasi tutte con la c, come cavia, cuore, croce.

Si scrive col sangue alla testa.
Si scrive urgenti e violenti.
Si scrive sempre chiamando.

Si scrive che si scrive che si scrive.

Ma si mente, io dovevo farlo, lo sapevo già, prima
che tutto il sangue mio che è lo stesso suo mi abbandonasse
.

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