venerdì 28 novembre 2014

...E DOPO?

sto andando a Roma tutti i giorni.
tutti i giorni treno, autobus, scendere, altro autobus, ospedale.
si aspetta finchè non è il momento di entrare, e là fuori si scambiano quattro chiacchiere, tra preoccupazione e speranza.
non ho stanchezza fisica, ma piuttosto una specie di spavento sottile e perenne.
la sensazione che tutto debba ancora succedere.
e quello che è accaduto, è lontano anni luce, eppure ci pesa addosso come un macigno.

ieri sera sono tornata prima, perchè tanto non potevo rientrare per stare con lei.
una regola dice:
dopo le 17,30 può entrare UN SOLO GENITORE.
ieri sera, toccava a lui.
è giusto che ci si dia il cambio.

lei è abbastanza tranquilla.
ma vedo che inizia a pensare al DOPO.
come tutti noi, d'altronde.
la psicologa ci ha "invitati"a pensare al DOPO.
"cosa vi preoccupa di più riguardo le dimissioni?"
"come pensate sarà la vostra vita dopo il ricovero?"

spiazzante.
ora dobbiamo pensare...
farci domande, cercare risposte, aiuti concreti, soluzioni pratiche.
come farò col lavoro?
potrò pensare di lasciarla sola a casa?
no.
darci il cambio con lui, finchè lei non sarà pronta.
COME CAPIREMO QUANDO SARA' PRONTA?

la paura grande è quella di essere/sentirsi abbandonati.
non è una paura insensata.
anzi.

la nostra vita sta per iniziare da capo.
fa paura, ma ci dà anche nuova forza.
per lei.
ma anche per noi.

sabato 22 novembre 2014

SEI TORNATA

finalmente sei tornata.

anche se un po' diversa,

anche se con quel velo nello sguardo

che sembra chiedere:

"cosa succede adesso?"



finalmente sei tornata,

tra le mie braccia,

e ti appoggi al mio corpo

come una bimba piccola

che cerca calore

nonostante le tue braccia 

quasi mute.




finalmente 

mi guardi

e

mi riconosci



ti riconosco.





I CIELI SONO UGUALI (p.salinas)

I cieli sono uguali
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra 
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare 
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.




cat power


DENTRO

IMMAGINATE UNO TSUNAMI.
IMMAGINATE LA VOSTRA VITA ROVESCIATA, SPARPAGLIATA, FRAMMENTATA...
SOTTOSOPRA.
IMMAGINATE CHE I VOSTRI RITMI VITALI NON COINCIDANO PIU' CON QUELLI CHE AVEVATE UN GIORNO PRIMA.
NIENTE E' PIU' AL SUO POSTO.
LE PRIORITA'.
LE PICCOLE COSE QUOTIDIANE CHE DANNO (IN FONDO) SICUREZZA.
IL PRANZO, LA CENA, IL SONNO, LA FAME.
NON SAI PIU' DOVE COLLOCARLE.
IMMAGINATE IL CAOS.

IL LETTO DIVENTA UNA SPECIE DI RIFUGIO COMPASSIONEVOLE.
TI ACCOGLIE LA SERA, COME UN AMICO FIDATO E AFFIDABILE.
E LI', SOPRAGGIUNGE QUASI SUBITO UN SONNO DISTURBATO, SPESSO INTERROTTO, PIENO ZEPPO DI SOGNI, CHE STENTI A CREDERE NON SIANO REALI.

IMMAGINATE DI DOVER PRENDERE IL TRENO TUTTI I GIORNI CON IL CUORE GONFIO DI DOLORE, MA ANCHE DI SPERANZA.
E POI DI ASPETTARE MINUTI INFINITI CHE ARRIVI QUELL'AUTOBUS, CON LA BORSA COLMA DI PICCOLI OGGETTI CHE TU FINGI SIANO INDISPENSABILI PER CHI, LA' DOV'E', NON SA PROPRIO CHE FARSENE: LA SPUGNA MORBIDA, IL BAGNO SCHIUMA AL BURRO DI KARITE', LE CIABATTINE NUOVE CON LE NUVOLETTE.

IMMAGINATE DI SCENDERE ALLA FERMATA SBAGLIATA, PER DISTRAZIONE, O PERCHE' AVETE BISOGNO DI CAMMINARE UN PO' SULLE VOSTRE GAMBE PER SENTIRE CHE LA VITA, DENTRO, ANCORA SCORRE...C'E'...

POI, IMMAGINATE UN LUNGHISSIMO CORRIDOIO SIMILE AD UN BUDELLO, CON IL LINOLEUM PER TERRA E GRAZIOSE PITTURE A TINTE PASTELLO LUNGO LE PARETI, CHE TI SEGUONO COME PICCOLE PRESENZE BENIGNE E BEN AUGURANTI LUNGO TUTTO QUEL CAMMINO CHE A VOLTE SEMBRA INFINITO...A VOLTE BREVISSIMO.

IMMAGINATE UNA PORTA SCORREVOLE A VETRI.DAVANTI ALLA QUALE SI AVVERTE  UN BRUSCO CAMBIAMENTO DI TEMPERATURA, DAL MOLTO MOLTO CALDO SI PASSA AL QUASI FREDDO...MA SOLO IL TEMPO CHE LA PORTA SI APRA, E SEI DENTRO.

IMMAGINATE UNA PORTA BLINDATA.
UN CITOFONO.
UN PULSANTE.
E L'ATTESA DI UNA RISPOSTA.

SONO LA MAMMA DI C.
QUALCHE SECONDO E DALLA PORTA, IMMENSA, D'ACCIAIO, ARRIVA UN RUMORE COME DI SERRATURA CHE SCATTA.
BISOGNA PERO' ATTENDERE ANCHE LA LUCE VERDE, SENNO' NON SI APRE.
LA MANIGLIA NERA DA ABBASSARE CON FORZA.

IMMAGINATE DI ENTRARE IN UN LUOGO IN CUI A VOLTE C'E' UN SILENZIO ASSOLUTO, A VOLTE ARRIVANO VOCI SOMMESSE, FORSE LA TV ACCESA...?
CAMMINI UN PO' NEL CORRIDOIO,  LE LUCI SONO SEMPRE ACCESE, LE PORTE DELLE STANZE A VOLTE CHIUSE.
PROCEDI INCERTA, NON VUOI DISTURBARE, MA APPENA ARRIVI ALL'ALTEZZA DELLA SALA COMUNE, HAI UN LIEVE SOSPIRO DI SOLLIEVO..,
GIOCANO A CARTE, OPPURE SONO SUL DIVANO A FARE LE PAROLE CROCIATE.
QUALCUNO ALZA LO SGUARDO.
QUALCUNO TI SORRIDE, HA IMPARATO A RICONOSCERTI,
QUALCUNO TI GUARDA APPENA E TORNA AL SUO DA FARE.

CERCO MIA FIGLIA CON GLI OCCHI.
LEI A VOLTE E' LI', E MI SORRIDE LIEVEMENTE IN IMBARAZZO.
(O FORSE E' SOLO FELICE DI VEDERMI, IN UN MODO CHE NON RICONOSCO?)
SI ALZA, VIENE DA ME...
IO CERCO, IN QUEGLI ATTIMI DI EMOZIONE FORTISSIMA, DI CAPIRE DAL SUO VISO, "COME VA".

IMMAGINATE DI MUOVERVI COME DENTRO LA NEBBIA.
NON SAPETE BENE DOVE STATE ANDANDO O DOVE SIETE...
ASPETTATE, INCERTI, CHE QUALCUNO VI PRENDA PER MANO E VI PORTI, OPPURE VI DICA "VIENI".

LEI HA GLI OCCHI VELATI DI SONNO.
VORREBBE PARLARE MA SI VEDE CHE FATICA, ANCHE AD ORGANIZZARE I PENSIERI.
PERO' CON LE ALTRE RAGAZZE SCAMBIA BATTUTE, A VOLTE SORRIDE, RIDE BREVEMENTE...
E SPESSO SOSPIRA.

ECCOCI QUI,
SIAMO SOLO ALL'INIZIO.

domenica 16 novembre 2014

IL CORAGGIO CHE MI MANCA

"Cari genitori, stante la condizione di grave disagio di vostra figlia, mi sembra opportuno segnalare la gravità della situazione e l'urgenza con cui vi dovrete attivare ai fini di tutelare, proteggere e sostenere vostra figlia a rischio di agiti autolesionistici peraltro già in corso".
Inizia così la lettera che la psicologa ci ha dato e fatto firmare.
Ci consiglia un percorso di "psicoterapia familiare ad orientamento psicoanalitico".
Insomma, dobbiamo TUTTI accingerci a lavorare su noi stessi.
Sarà lungo e faticoso.
E DOLOROSO, immagino.

La lettera è molto tecnica. Quasi distaccata, come se tra le righe ci fosse scritto:
"io vi ho avvisato, adesso TOCCA A VOI, LA RESPONSABILITA' E' VOSTRA".
in realtà, la psicologa ha confermato la sua disponibilità totale.
ma, evidentemente, la procedura prevede questa specie di "passaggio di testimone"...
una sorta di "deresponsabilizzazione" dell'operatore che fino a qualche giorno fa era il nostro unico riferimento concreto.
la dottoressa ha seguito una procedura.

fino a ieri eravamo mamma e papà che ascoltavano la psicologa e dialogavano con lei.
ora, è diventato un problema GRAVE, e tocca a noi farci carico di tutto, da oggi in poi.

non che prima non lo facessimo...
ma...
adesso c'è nero su bianco LA CONDIZIONE DI GRAVE DISAGIO.
adesso c'è la LETTERA DELLA PSICOLOGA.

mi sento molto più sola adesso.
adesso che è chiaro come il sole che le responsabilità, qui, sono nelle dinamiche dell'ex nucleo
familiare...
"individuare e trasformare le dinamiche affettive sottostanti i comportamenti autolesivi di vostra figlia".

ho paura...
molta paura, e più che mai mi sento sola.
lui, il padre, credo non abbia ben capito cosa stia per succedere.
crede che andiamo semplicemente a fare due chiacchiere da un altro "operatore".

psicoterapia familiare a orientamento psicoanalitico.
quanti anni ci vorranno per venirne a capo?
e la mia terapia?
a cosa è servita finora se devo adesso ricominciare da capo con un'altra persona, un'altra scuola di pensiero?

il lavoro, la casa, gestire l'umore instabile di mia figlia, nascondere la tristezza, la paura, le lacrime...
e andare a Roma, tornare la sera e cercare di fare tutto ciò che si deve fare.
compreso prendermi cura di me stessa.

CE LA FARO'?




sabato 15 novembre 2014

NON RESPINGERE I SOGNI

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono 
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo 
che la pietra è pietra, questo è la pietra. 
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste 
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai 
ciò che fuggirebbe se smettessimo 
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo 
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra. 


(Pedro Salinas da "Largo lamento") 
 

I WALK ALONE


venerdì 14 novembre 2014

flesh and blood

a volte nella vita si fanno cose stupide.
a volte si fanno cose insensate.
a volte si ha bisogno di farle...

controllo,
autocontrollo,
razionalità,
SENSATEZZA..


sono un essere umano,
sono una donna,
ho bisogno di sbagliare,
di sentire,
ho bisogno di sbatterci la testa.

sono fatta così.

sono io.


leonard cohen


mercoledì 12 novembre 2014

"CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO"

la solitudine non è una sola.
ma può avere mille forme, mille sfumature...
mille aspetti.

la mia solitudine è di quelle che ti si attaccano addosso come un virus...
alla fine ti sfianca, ti asciuga, ti strema, e non hai più nemmeno la forza di raccontarti che basterebbe poco per uscire dal "buco nero".
poco...?

purtroppo sapevo che sarebbe andata così.
nel senso che io non sono fatta per stare da sola, e nonostante abbia finora fatto i salti mortali per rimanere a galla, ora, sono al limite.

faccio del mio meglio, ma non basta.
cerco di esserci sempre per coloro che sono importanti per me, ma non basta.
mi sforzo per fare il mio lavoro con originalità e creatività, ma non è semplice.

la voglia di fuga è sempre presente, anche quando sembra di no.

ieri la mia psicologa mi ha detto che non va bene che io disinfetti, pulisca e poi curi le ferite da taglio che mia figlia si procura.
in questo modo il mio comportamento fa da rinforzo a qualcosa di negativo.
il messaggio che arriva è:
se tu ti fai male io ti sto più vicina e ti coccolo di più.
forse è proprio questo che vuoi, anche inconsciamente, ragazzina spaventata e arrogante, chiusa nella tua cameretta tutto il giorno con le cuffie nelle orecchie e il pc sulle gambe, con quella massa di capelli ingestibili e i mucchi di vestiti sparsi un po' dovunque?
forse è proprio questo che vuoi...
e io sto lì a lenirti le ferite, a mettere cicatrizzanti, ad accarezzarti e poi a cullarti come una bimba piccola...
sbaglio.
sbaglio?

sono confusa.
un tempo mi arrabbiavo, le dicevo che l'avrei presa a padellate se provava ancora a farsi male, e a deturpare quel corpo meraviglioso e unico che io e suo padre avevamo messo al mondo dopo tanta attesa, dopo tante delusioni...

oggi no...
solo guardandola, capisco che l'ha fatto di nuovo.
e non riesco ad avere reazioni visibili, davanti a lei.
non riesco ad esprimere ciò che sento...
cosa sento?
non lo so più....
non lo capisco più...

la mia psy ieri mi ha chiesto:
ma lei, cosa farebbe se sa figlia tagliasse lei e non se stessa?
io, ho pensato, pensato, ho cercato di immaginare, ma...
non ci sono riuscita...
ho scosso la testa, sconfitta.
non riesco ad immaginarlo.
in realtà la sola idea è talmente ORRENDA E TERRIBILE che il mio cervello la rifiuta  a priori.

mi porto dietro questa pena infinita sulle spalle, sul cuore..
nell'anima..
oltre alla sensazione di essere incapace totalmente di avere reazioni fisiologiche e coerenti nei confronti di qualcosa che FA MALE (e tanto) anche a me.
anche se la mia pelle è integra.

da ragazzine io e mia sorella vedevamo un telefilm italiano con Lauretta Masiero  (chi ha la mia età lo ricorderà...) si intitolava LAURA STORM.
in un episodio c'era un lanciatore di coltelli che aveva ucciso la sua partner.
mia sorella (io avevo forse 8 anni e lei 5) volle provare l'ebbrezza di lanciare un coltello da cucina verso di me...
lancio? mi chiese
lancia, dissi io, convinta che non lo avrebbe fatto.
lanciò.
mi prese sulla tempia, poco male, un bel bernoccolo e una ferita relativa.

da allora però ho sviluppato un'idiosincrasia per lame, coltelli e tutto ciò che è acuminato o tagliente.
immaginare la mia piccola che deliberatamente si passa una lama sulla pelle fino a vedere il sangue mi dà la nausea.

e poi c'è lui, il padre di mia figlia che non perde occasioni per colpevolizzare me per responsabilità che invece sono solo sue.
ma di questo parlerò un'latra volta.
forse.

domenica 9 novembre 2014

il desiderio di dipingere ( C.Baudelaire)


Infelice forse l'uomo, ma felice l'artista che è dilaniato dal desiderio!
Io ardo dal desiderio di dipingere colei che mi è apparsa così raramente
e che così presto è fuggita come una cosa bella da rimpiangere
che nella notte il viaggiatore perde dietro di sè.Quanto tempo è passato, ormai da quando è scomparsa!
È bella, e più che bella è sorprendente.
In lei abbonda il nero: e tutto ciò che ispira è notturno e profondo.
I suoi occhi sono due antri in cui lampeggia e vaga il mistero.
Il suo sguardo illumina come il lampo:
è una esplosione nelle tenebre.
Potrei paragonarla a un sole nero,
se si potesse concepire un astro buio che riversa la luce e felicità...
Ma ancora di più fa pensare alla luna,
che certo l'ha segnata con il suo temibile influsso.
Non la bianca luna degli idilli, che sembra una fredda sposa,
ma la luna sinistra e inebriante nel fondo di una notte,
tempestosa, sospinta dalle nuvole in corsa;
non la luna placida e discreta che visita il sonno dei puri,
ma la luna strappata dal cielo, vinta e ribelle,
che le Streghe della Tessaglia costringono senza pietà
a danzare sull'erba atterrita.
Nella sua piccola fronte abitano la volontà tenace e l'amore di preda.
E tuttavia, in fondo a questo viso inquietante,
splende con una grazia inesprimibile il riso di una grande bocca,
rossa e bianca, e deliziosa, che ci fa sognare il miracolo
di uno splendido fiore sbocciato in un terreno vulcanico.
Ci sono donne che ispirano la voglia di vincerle e di goderle.
Questa dà il desiderio di morire lentamente sotto il suo sguardo...






in poche parole

un sito dal nome irriverente.
la chat.
un uomo come tanti.
la curiosità.
la tua storia.
ti credo e non ti credo.
LA POESIA DELLA LUNA.
tutto cambia.
parole parole parole.
viaggio in usa.
sms.
torni.
il casello di roma sud.
la punto verde.
i tuoi regali.
la mia sorpresa.
RICONOSCERSI.
l'amore, subito.
la passione.
l'albergo a monte porzio.
estate di te.
stanze d'albergo.

LA STANZA D'ALBERGO.
le tendine giallo oro.
il sole dovunque
dentro e fuori d noi
la felicità non è più altrove
mesi di simbiosi assoluta
stupore
meraviglia.
stordimento.
furore.
sesso
tenerezza.
TUTTO.
poi.

gelosia.
io devo amarti di meno.
l'unica cosa che voglio sei tu.
e tu sei di un'altra.
DEVO AMARTI DI MENO

stanza d'albergo.
e ristoranti.
e shopping.
io che salgo sulla tua auto.
la vita che rubiamo...
io che che scendo dalla tua auto.

le lacrime.
la solitudine.
ho una bambina piccola.
e il bisogno di te che non passa.
devo amarti di meno.
molto meno.
quasi niente.

STANZA D'ALBERGO.
malinconie
vado via prima del tempo
anche se sono ancora nel letto...
vado via.
tu che non vuoi capire
NON VUOI CAPIRE

ti do tutto quello che posso, dici.
no.
no.
io non devo amarti più.

poi, la fine.
bugie.
tue e mie.
tutto crolla.
tutto si sgretola, lentamente
noi.
noi è finito.
ci siamo riusciti.
non c'è più noi.
e mai ci sarà.

ma tutte le cose finiscono
l'amore, finisce
eri tu quello che diceva di no

ma avevo ragione io




SUPEREROI FRAGILI

"l'ho fatto di nuovo."
la guardo, cerco di non mostrare alcuna emozione...
ma vorrei gridare, prendere a pugni il muro, rompere qualcosa, piangere.
PIANGERE.
e abbracciarla come quando era piccola, e bastavano le mie braccia e tanti baci per far passare il dolore, la paura.

oggi, no.
niente basta più.
niente serve più.

la mia bambina tenera, col sorriso sempre acceso, e gli occhi vivaci e attenti, oggi è una ragazzina triste e silenziosa che si taglia le braccia e le gambe.
e io non posso fare niente per impedirlo.

ha da poco abbandonato la psicoterapia.

io ho comprato libri, fatto ricerche online, letto di nascosto il suo diario (alcune volte invece ho avuto paura di aprirlo, quel diario, e dopo averlo preso in mano, l'ho rimesso al suo posto).
ho pregato mia sorella di darmi il cambio in casa quando andavo a scuola nel pomeriggio per evitare di lasciarla da sola.

NIENTE.

"non è lo stare sola in casa...è qualcosa che succede nella giornata, che va storto"
e io.
"cosa è andato storto oggi?"
"ti ho trattata malissimo"
"e questo è il tuo modo di punirti?"
"in questo caso, sì".

non è più una cosa da nascondere, di cui vergognarsi perchè ti senti una madre manchevole, insufficiente, latitante...difettosa.
no...
ora è qualcosa da affrontare a viso aperto, senza più far finta d non vedere...non sapere..
mettere da parte il terrore, l'angoscia.
ritrovare lucidità.

sono tantissimi gli adolescenti in Italia che lo fanno...200 000, pare, quelli di cui SI SA.
e quelli di cui NON SI SA?
quanti sono?
e quante famiglie si ritrovano, impotenti e impreparate a gestire qualcosa che è INGESTIBILE, almeno per chi sa poco e nulla di QUESTE COSE?

questo post mi costa dolore.
ma l'ho scritto perchè si capisca che spessissimo gli adolescenti sono soli e spaventati, e tutto ciò che li riguarda è sottovalutato, o demonizzato, o trascurato.

questa società dimentica i più deboli, e tra i più deboli ci sono anche loro...

....I SUPEREROI FRAGILI.