sabato 14 luglio 2012

il libro

"volevo essere una farfalla"è un libro che parla di anoressia,e un giorno la mia psy mi ha letto le prime due pagine e sono rimasta folgorata:ma si parlava di me!!!!
no,non sono mai stata anoressica,anche se conosco le diete yo-yo e ciò che ne consegue,ma in questo libro c'è molto,e molto di più.
il brano che ho postato potrei averlo scritto io,invece lo ha scritto michela,e sicuramente molto meglio di quanto sarei riuscita a fare io.
l'ho iniziato da poco,ma ogni pagina mi si apre davanti col suo carico di dolore e memoria,tagliente e dolcissimo come un diario segreto,ma reso pubblico perchè michela marzano parla di sè ma non solo.
lo leggo quasi con cautela,con il timore/certezza di imbattermi prima o poi in qualcosa che mi porterà via,anzi:mi riporterà  a riviverlo,quel pezzo di vita oramai lasciata alle spalle,ormai superato.
e per fortuna....

2 commenti:

  1. L'autrice ha ragione: quando si soffre si è sempre soli anche quando sembra che fisicamente vicino a noi ci sia qualcuno.
    I racconti/diario sono i più intensi perchè il dolore e il percorso per uscirne fuori sono veri e non fantasia.
    Ho un percorso simile alle spalle e il diario che ne è uscito fuori è crudele, ma terapeutico.

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  2. keiko,proseguo con la lettura ed è esattamente come pensavo:dentro questo libro fatto di lacrime,dolore,emozioni e paura ci sono IO.
    cioè,anche io...
    con la matita in mano sottolineo,evidenzio,metto parentesi graffe e punti esclamativi...
    E'COME GUARDARSI L'ANIMA ALLO SPECCHIO.
    in questi giorno sto male,e leggere mi fa stare peggio ma non riesco a smettere.
    deve esserci un modo per uscirne,e l'autrice forse ne parlerà...ma il modo UNO/A se lo deve trovare da solo/a,perchè ognuno ha il suo.
    però,in questi giorni sto di nuovo sfiorando l'inferno...
    passerà,come passa tutto.

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