domenica 30 agosto 2015

tanto per dire...

la faccenda con E. langue...
ci parliamo su wattsapp, lui mi mi manda cuoricini rose e baci a profusione, oltre che BUONGIORNO E BUONANOTTE tutti i giorni. 
é tornato dalle vacanze, la scuola non é ancora iniziata...perché non propormi un incontro ravvicinato del terzo tipo?
la faccenda langue, e io inizio a diventare insofferente...e a spegnere il cellulare la sera, per evitare che a lui vengano desideri difficili da esaudire. online.

mi sento ridicola.
ma come si fa alla nostra etá, ad accontentarsi di QUESTO???
si vede che abbiamo una vita davvero deprivata.
io e lui.
forse piú io.
mah.

sta per ricominciare la scuola.
sono a dir poco terrorizzata.
dovró gestire DA SOLA (almeno per i  primi tempi) una classe non facile, che essendo di pochi bambini, rischia di diventare (in itinere) punto di accoglienza per quelli "in fuga" da altri plessi, per svariate ragioni.
le mamme (quelle che non vogliono CAPIRE), quando un bambino ha problemi a scuola, tendono A SPOSTARLO ALTROVE.
il metodo dello struzzo.
o del "migrante scolastico"
o del "le maestre ce l'hanno con lui/lei"
poveri bambini.

prendiamo Valerio.
i suoi genitori sono separati e per un periodo lui per loro é stato solo un IMPICCIO, e un motivo per litigare...
litigavano su chi doveva seguirlo nei compiti, chi doveva andarlo a prendere a scuola, chi avesse dimenticato di fargli portare libri e quaderni...
poi il padre si é fidanzato, ed é diventato sorridente e rilassato.
un bene, per Valerio, tutto sommato.
la mamma non si capisce.
ce l' ha col mondo intero. 
é sempre cupa e arrogante, e si dice preoccupata per questo figlio che soffre di emicrania da stress.
(ma va'????)
bella, elegante, altissima, ha un modo spiccio e brusco di dire le cose.
cosa fa di lavoro nessuno lo ha capito ancora bene.
mi hanno detto l'estetista (lungi da me dal fare ironia sulla cosa...ma altri la fanno...)

quando Valerio lo scorso anno ha scritto il suo primo testo, ha raccontato di una gita a Parigi.
ha scritto dell'aereo, del volo, dell'albergo e di Parigi.
ma non ha nominato nessun altro che se stesso.
allora io, dopo avergli messo un bel 10 sotto il disegno di un velivolo luccicante tra le nuvole, gli ho chiesto "ma sei andato da solo a Parigi?"
"no, con mia madre e mia sorella", ha risposto lui 
AH, ECCO.

facile capire che il problema Valerio ce l'abbia con la sua mamma, che ama e odia.
ma lei, ahimé, non vuole CAPIRE.
e continua a dare la colpa del malessere di Valerio al padre, alla scuola, ai compagni...




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