mercoledì 6 febbraio 2013

da Simona Oberhammer:"la via femminile"


Cucite da bambine: l’infibulazione
Una mutilazione che lascia cicatrici indelebili, nel corpo e nell’anima delle donne
Infibulazione con lama
In Africa dicono: «Come una colomba… ». È la vulva delle donne infibulate. Cucita, liscia e piatta. Con due piccoli buchi: uno per l’urina e uno per il sangue mestruale. Più i buchi sono piccoli, maggiore è la purezza della donna.
Il termine “infibulazione” deriva dal latino fibula, la spilla usata per tenere fermo il mantello. Ad essere tenuti fermi non sono però due lembi di tessuto. La spilla si aggancia da carne a carne: è la cucitura dei genitali, più precisamente della vulva, praticata sulle donne, da bambine.
L’infibulazione è una mutilazione genitale ammessa in 40 paesi del mondo. E non riguarda solo poche donne che vivono in sperduti villaggi. No, oggi, nel XXI secolo, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riporta che sono più di cento milioni di donne a subirla. Anche quelle che abitano nelle grandi metropoli. E, anziché diminuire, ogni anno si registrano due milioni di casi in più.
Un battesimo del dolore che causa nella donna devastazioni che porterà con sé per tutta la vita.

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