domenica 10 gennaio 2016

FIGLIE & FIGLIE

É successo per due volte.

La prima, parlavo con la mia collega di classe dei problemi della mia bambina, senza scendere in particolari, dicendo che la strada é lunga, e che ogni volta che si cambia una cura bisogna ricominciare da capo, e avere tanta pazienza, e sperare, sempre, che sia la volta buona per uscire da quest incubo....
Lei ascolta, o sembra farlo, solidarizza, si immedesima (o sembra farlo), a me spesso mancano le parole, ricaccio indietro le lacrime per non apparire patetica, annuisco quando mi dice FATTI FORZA, e vorrei solo un abbraccio, anche senza parole, solo un abbraccio forte, che dica tutto in un solo gesto...
E invece, appena lei trova lo spazio di qualche secondo di silenzio, vedo che prende il cellulare, digita velocemente sul display e mi mostra una foto: SUA FIGLIA.
Ha 18 anni, al primo anno di universitá....e, naturalmente, BELLISSIMA E SORRIDENTE.
Bionda, truccata, con i capelli lunghi...una splendida ragazza serena e (forse) felice...
riesco a malapena a farfugliare qualcosa tipo "BELLISSIMA, COMPLIMENTI"


l'altra volta é successa domenica scorsa.
la mia amica di sempre, partita per andare ad insegnare a Madrid, e tornata per le vacanze di Natale.
vado a trovarla per farle gli auguri e portarle un regalo speciale (come é speciale la nostra amicizia, iniziata alle scuole superiori e ancora in piedi...)
lí trovo anche le due sorelle (una sua gemella, e comunque mia amica, e l altra, piú grande), e suo marito.
mi chiedono di mia figlia e posso sfogarmi parlando un po' di piú...tutti qui conoscono me da decenni, e lei da quando é nata.
la sorella gemella fa il magistrato, e mi dice se ho bisogno del nome di qualche bravo specialista nel campo, visto che lei ne conosce parecchi, col lavoro che fa...
insomma, mi sento capita, accolta, ascoltata...
ma al momento di andare via, la mia amica ( anche lei) tira fuori il cellulare e me lo mostra: le sue due gemelle di circa 20 anni,  la foto le ritrae la notte di capodanno....entrambe vestite di rosso, truccatissime, con tacco 20, vicine e con lo sguardo malizioso, i capelli raccolti sulla nuca una, e l'altra li ha sciolti sulle spalle.
la mamma me le mette davanti, sorridendo orgogliosa.
io, ovvio, faccio i complimenti ai fortunati genitori.


io, mi sto chiedendo ancora adesso...
PERCHÉ?

passi la collega, che mi conosce pochissimo e ha dimostrato poca sensibilitá in piú di una occasione...ma L'AMICA DI SEMPRE???

metto qui un punto.

punto.

6 commenti:

  1. La mancanza di Sensibilità, l'Indifferenza, si intrufolano negli animi con estrema facilità. Sono i mali peggiori del secolo, sembrano incurabili.
    Se potessi darti un consiglio ti direi: chiedilo tu l'abbraccio. Si. Quando ne hai bisogno, chiedilo senza alcun imbarazzo o vergogna, anche quando ti trovi davanti alla mancanza di Sensibilità. Magari poi tutto cambia. Aiuti il tuo Amino ferito, lo ossigeni di forza,... e aiuti anche l'animo dell'insensibile, gli regali un pò di Luce.
    Dai. Non disperare. Vedrai che la tua Cucciola ce la farà.
    Ti abbraccio.

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    1. cara Nair,sarebbe bello se io riuscissi a fare come dici...ma sono talmente stremata, fragile e in alcuni momenti priva di forze, che non trovo l energia per CHIEDERE alcunché. Chi mi vuole davvero bene lo sa lo capisce. Chi invece é incapace di andare OLTRE le solite banali risposte di CIRCOSTANZA, non si accorgerá nemmeno che certe cose possono veramente succedere a CHIUNQUE...
      GRAZIE NAIR.

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  4. Tua figlia sarà speciale, ricordalo sempre. E ricorda il sollievo quello vero viene solo dalle persone competenti, ci vuole intelligenza a vedere con occhi nuovi. Non restare sola cerca i confronti con ciò che è simile alla tua sofferenza.
    Io ti abbraccio enormemente che tutta la forza che devi trovare sia la tua luce poiché per prima è il riferimento della tua bambina.

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    1. Grazie Magnoli@,
      sto lottando quotidianamente per far sí che la piccola si senta protetta e amata, e incoraggiata. Ma veramente in giorni come questo (ieri ha a vuto 3 crisi terribili) é difficilissimo non far trasparire il dolore, l'angoscia. MA IO NON SMETTO DI CREDERCI.

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