Volevo tradurla,ma in italiano si perde il gioco di parole: tough times (momenti difficili) tough people (persone forti,"toste").I primi non durano mai,ma le seconde sì.
domenica ero così disperata che ho chiamato S. ebbene,sì,proprio lui... avevo giurato e spergiurato che non sarebbe accaduto mai più,e invece. insomma,ero lì al telefono con l'amore più grande della mia vita(che mi ha lasciato dopo mesi di tragicomiche vicende)e piangevo per un'altro:ESILARANTE,no? ho pensato:chi se non lui può ascoltarmi e consolarmi e anche darmi un consiglio(sufficientemente disinteressato)sull' "affaire O."? insomma,mi ha ascoltato e io lacrimavo come un vitello,e gli raccontavo anche ciò che non avrei dovuto raccontare(ad esempio che O.aveva subito messo in chiaro che non cercava una compagna...EH GIA') ieri sera mi ha richiamata,per sapere come stavo(dolce,lui...)dicendomi che aveva riflettuto sulla cosa e aveva fatto alcune considerazioni. e che non devo sempre sentirmi colpevole,a volte sono anche gli altri che sbagliano(certo,detto da S.suona piuttosto buffo...) ho dimenticato tutte le brutte cose che ci siamo detti,e il dolo...
Lo posso scrivere solo qui, per me, per chi forse leggerà e non mi giudicherà come un fallimento, ma avrebbe ragione perché in effetti io sono un FALLIMENTO. Mia figlia. A volte non la sopporto. So che non è facile. Ha i suoi problemi, fobia sociale, disturbo bipolare tenuto sotto controllo (?) dai farmaci. Ma L altra sera mi fa che il suo ex ed unico ragazzo non le è mai piaciuto, in ogni senso. Lei dice che la sua vita e una finzione, sempre. Anche con me. E allora, dico io, a che serve e a cosa è servito tutto L amore il dolore e la fatica per trovare le parole giuste, con lei? Amore. Non ho più amore dentro di me, ma solo questo senso pesante di responsabilità nei confronti di chi dipende da me. Lei. I gatti. Io non so più se sono viva. Credo di no. Non mangio praticamente nulla. Eppure, lievito come la pasta madre. Lievito. Mi nutro di chips di mais, un po’ di pasta ogni tanto, birra, latte di mandorla e biscotti vegani. Non mi piace più niente. Nemmeno la pizza....
è arrivata un'altra domenica altra giornata di DOLORE?è PROBABILE... quel dolore sordo e appiccicoso che non ha ragioni immediate,esplode e basta,e mi porta via arriva la primavera,e con lei le nostalgie taglienti e profonde di giorni finiti... ho paura di vivere così per sempre,e a chi mi diceva"puoi cambiare se vuoi,dipende solo da te"rispondevo(e rispondo)che non ne sono capace,o forse non voglio. sono delle espiazioni,queste domeniche vuote di senso e di ragione, accanto a me un telefono spento,i miei gatti,i miei libri,il diario,pieno zeppo della mia calligrafia d'improvviso diventata minuscola,piccola tonda... aspetterò anche oggi che questa domenica passi senza farmi troppo male... finirò di vedere "this must be the place",e poi spero mi prenda la voglia di vestirmi e uscire anche solo per un'ora...
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